Interrogazione a risposta immediata n. 1677 – 9 marzo 2026
Oggetto: Incostituzionalità differimenti erogazione servizio/fine rapporto (TFS/TFR) dei dipendenti pubblici
Il trattamento di fine servizio/fine rapporto (TFS/TFR) dei dipendenti pubblici è attualmente corrisposto con differimenti temporali rilevanti ai sensi dell’art. 3 del d.l. 79/1997 e dell’art. 12 del d.l. 78/2010, che prevedono, nei casi di cessazione per limiti di età, il pagamento non prima di 12 mesi dalla cessazione, cui si aggiungono i tempi tecnici, nonché la rateizzazione per importi più elevati. Anche per il personale della Provincia autonoma di Trento tali prestazioni sono erogate nell’ambito del sistema previdenziale pubblico nazionale.
La Corte costituzionale, con ordinanza n. 25 del marzo 2026, ha recentemente sollecitato il legislatore a intervenire per il superamento dell’attuale disciplina specificando come “…la disciplina del differimento e della rateizzazione del trattamento di fine servizio […] non appare coerente con la funzione di sostegno al lavoratore nella fase di cessazione del rapporto […] si impone un intervento del legislatore”.
Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere,
con riferimento agli ultimi anni, il quadro complessivo delle somme erogate a titolo di TFS/TFR ai dipendenti provinciali, anche in termini medi annui, e le eventuali valutazioni in corso circa l’introduzione di strumenti, anche in collaborazione con il sistema creditizio locale, volti ad anticipare in tutto o in parte tali somme ai lavoratori aventi diritto.
ECCO COSA MI HA RISPOSTO IN AULA L’ASSESSORE TONINA…
TONINA (Assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione – Partito Autonomista Trentino Tirolese)
La Giunta condivide l’attenzione sulla problematica sollevata dalla consigliera Maule che per la Provincia riguarda i dipendenti del comparto sanità e della scuola a carattere ex-statale recentemente evidenziata anche dalla Corte costituzionale. Con l’ordinanza n. 25 del marzo 2026 la Corte ha Infatti sollecitato un intervento normativo per ridurre i tempi di attesa del TFS e TFR, ritenuti non più coerenti con la funzione di sostegno al lavoratore. Un primo passo in questa direzione è stato compiuto dal legislatore nazionale, come chiarito dalla circolare INPS n. 30 del 27 marzo 2026, per chi maturerà i requisiti pensionistici per limiti di età a partire dal 1 gennaio 2027, i tempi di attesa per il pagamento della prima rata scenderanno da 12 a 9 mesi. In merito alla richiesta di fornire un quadro delle somme erogate ai dipendenti provinciali e di valutare convenzioni bancarie locali. È tuttavia doveroso chiarire il perimetro delle competenze della Provincia autonoma di Trento. Ai sensi del DPCM del 20 dicembre 1999, la gestione e il pagamento del TFS e TFR sono affidate all’INPS. La Provincia, in quanto datore di lavoro, versa i contributi all’INPS ma non eroga. Grazie.
LA MIA REPLICA: MAULE (Campobase) Ringrazio l’Assessore per la risposta, poi se mi potrà dare anche lo scritto mi sarà utile, mi fa anche piacere sentire che condividete questa preoccupazione, perché in effetti per un lavoratore che dopo 40 anni o il tempo che ha dedicato al lavoro non abbia diritto a ricevere direttamente quanto ha versato è una cosa che va rivista, aggiungo anche in un’ottica che vediamo oggi, anche in prima pagina sui nostri giornali, di difficoltà economica da parte di tutti e immaginando che questo peggiorerà se la situazione internazionale non cambia. Perciò, anche per questo motivo, tutto quello che si può fare per ridare in questo caso al lavoratore ciò che ha versato e in generale cercare di sostenere con politiche di welfare le persone in difficoltà credo che sia un obiettivo che la Giunta dovrebbe darsi. Io capisco dall’Assessore, immaginavo che c’è un perimetro di competenze che ha la Provincia, è anche vero, ricordiamo, che noi siamo Provincia autonoma e come tale forse possiamo anche immaginare qualche percorso diverso da quello nazionale che ci permetta di intervenire lì dove oggi non si è ancora riuscito a fare. Quindi magari si può lavorarci anche su e potete provare a proporre una mozione, magari avrò modo di fare qualche interlocuzione per provare a mettere lì qualcosa che possa dare una risposta che, ce n’è già una mi dice lei, che passa da 12 mesi a 9 mesi, ma che in qualche modo possa assottigliare ancora di più questo tempo e magari riuscire ad erogare una parte fin da subito, sempre che la Provincia trovi il modo più di farlo, per andare incontro a questi lavoratori che hanno ben diritto di vedere corrisposto quanto lavorato in questi anni. Comunque grazie.
